Sfatiamo i miti sulle zanzare

Le zanzare ci terranno compagnia per tutta l’estate, ma le conosciamo davvero? Sfatiamo qualche mito.

Ogni estate gli esseri umani si ingegnano per difendersi al meglio dal flagello dell’estate: le zanzare. Dalla classica ciabatta ai dispositivi più sofisticati, ognuno ha i suoi metodi preferiti per combatterle, ma molto spesso siamo vittima di nozioni totalmente errate sulla biologia di questi animali. Vediamo quindi alcuni dei miti più diffusi su questi onnipresenti disturbatori delle nostre giornate.

1. Fulminiamole!
La teoria è semplice: molti insetti seguono la luce, quindi basta usare usare un’esca luminosa dietro una griglia metallica attraversata da corrente ad alto voltaggio per liberare casa nostra o i nostri giardini dalle zanzare. Moltissime persone si affidano ogni estate a questi dispositivi, e magari commentano con soddisfazione ogni sfrigolio, ma le pubblicazioni specializzate hanno stabilito da decenniche le lampade per fulminare gli insetti sono del tutto inefficaci per limitare la vostra dose quotidiana di punture.

È vero che anche le zanzare utilizzano la luce per orientarsi, ma per gli individui di sesso femminile (cioè quelli che ci pungono) è l’anidride carbonica che emettiamo a essere un’attrazione irresistibile. Le lampade finiscono così per sterminare soprattutto insetti che non sono affatto dannosi per l’uomo e che, anzi, possono avere la loro utilità per tenere a bada alcune specie dannose.

Oltre a sprecare elettricità e a uccidere tutto fuorché le zanzare, le lampade per insetti possono anche diventare rischiose. Essendo apparecchiature elettriche esiste sempre il rischio, piccolo ma non inesistente, che possano innescare un incendio, specialmente se non vengono adeguatamente pulite dai cadaveri fulminati. Inoltre, secondo uno studio del 2000, l’elettrocuzione dei malcapitati insetti diffonde nelle immediate vicinanze virus e batteri eventualmente trasportati al loro interno.

2. Niente di meglio della citronella…
L’olio di citronella è automaticamente associata alla lotta contro le zanzare, e trattandosi di un estratto vegetale è spesso enfatizzato come rimedio naturale, in contrapposizione a quelli che usano sostanze di sintesi.

È vero che questa sostanza repelle gli insetti, ma occorre fare qualche precisazione. Se usiamo le candeleall’olio di citronella, immancabili compagne di una cena all’aperto, non aspettiamoci grandi risultati: il dispositivo è efficace solo nelle immediate vicinanze della candela stessa, e la sua utilità è ulteriormente diminuita in condizioni di vento poco favorevoli.

Lo stesso discorso vale per i cosiddetti zampironi, spirali impregnate di insetticida che bruciano per diverse ore, che sono davvero efficaci contro le zanzare solo quando vengono usate in un ambiente chiuso. Questo tipo di utilizzo da noi è fortemente sconsigliato perché è noto che i fumi dello zampirone sono tutt’altro che salutari per gli esseri umani, ma purtroppo è molto diffuso in diversi paesi in via di sviluppo. Tra gli esperti questo crea una certa preoccupazione: si stima infatti che un solo zampirone rilasci una quantità di particolato equivalente a quella di 75-137 sigarette.

Per quanto riguarda invece i prodotti da applicare direttamente sulla pelle e i vestiti, il problema dell’olio di citronellaè che evapora molto velocemente e quindi è necessario applicarlo molto spesso per non perdere la protezione. Come repellenti topici il Cdc consiglia quindi prodotti a base di Deet, icaridina, IR3535 e alcune molecole presenti nell’Eucalipto citrato.

3. Repellenti sonori
Ancor più inutili delle lampade sono i repellenti sonori, che oggi sono commercializzati anche come app. Secondo chi li vende, emettono un suono insopportabile per le femmine di zanzara, ma si tratta di una bufala. Esiste persino una revisione sistematica della Cochrane che prova la totale inefficacia di questi dispositivi, eppure nelle sere d’estate è facile sentire il loro caratteristico suono: vicino a noi qualcuno è cascato nelle pubblicità.

4. Preferiscono il sangue dolce
Le femmine di zanzara cercano nel nostro sangue soprattutto delle proteineche sono essenziali per la produzione di uova, ma per il resto si nutrono di nettare e altre sostanze zuccherine, come fanno i maschi. Nonostante questa distinzione, si è diffusa la convinzione che le femmine di zanzara preferiscano il sangue dolce, probabilmente nel tentativo di spiegare perché alcune persone siano più tormentate di altre.

In realtà il livello di zuccheri del sangue, così come altre caratteristiche, non influiscono granché sulle preferenze delle zanzare. Come ha spiegato il medico Cameron Webb su The Conversation le zanzare sono attirate a noi principalmente da anidride carbonica e acido lattico, ma a livello della nostra pelle esistono centinaia di altri composti che partecipano alla formazione del bouquet che costituisce il nostro odore personale. E alcune di queste combinazioni sono indubbiamente preferite dalle zanzare rispetto ad altre. Nella zanzara tigre(Aedes albopictus) e nella zanzara delle febbre gialla (Anopheles gambiae) qualche studio ha evidenziato una preferenza per gli individui con sangue di tipo 0, tuttavia nel complesso le sole proprietà del nostro sangue sembrano contare ben poco.

5. Liberate i pesci rossi
Ogni estate i cittadini sono invitati a fare la loro parte nella lotta contro le zanzare, soprattutto la tigre. In particolare ci viene ricordato di svuotare i nostri sottovasi e in generale di provvedere a eliminare ogni ristagno di acqua. Per quanto riguarda specchi d’acqua più ampi ci viene invece detto di liberare dei pesci rossi, che nutrendosi delle larve, aiuterebbero a tenere sotto controllo l’insetto. Ma davvero il pesce rosso è utile nella lotta biologica alle zanzare? E quali sono i rischi? chefconsulenza.com ha chiesto a Stefano Mazzotti, direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara ed esperto in conservazione della natura:

“Alla zanzara tigre serve pochissima acqua per riprodursi, può bastare persino un tombino, quindi non è possibile pensare di combatterla introducendo dei pesci.” Continua lo studioso: “Per quanto riguarda le altre specie generalmente diffuse, il pesce rosso è scarsamente efficace, mentre le gambusie, cioè piccoli pesci originari del nord e centro America, possono essere utili per liberare dalle zanzare fontane, vasche e altre riserve d’acqua, a patto che queste non comunichino con gli ambienti acquatici circostanti. Pesce rosso e gambusia sono infatti specie alloctone che causano gravi danni negli ecosistemi, in particolare agli anfibi.” Mazzotti conclude: “Nelle nostre acque interne la lotta biologica alla zanzara dovrebbe invece essere condotta incrementando la biodiversità, per esempio abbiamo avuto ottimi risultati con l’introduzione di tinche nel lago di Massaciuccoli, mentre in ambienti più ristretti sono efficacissimi i tritoni e le larve di libellula”. 

Qui c’è una guida per combattere le zanzare ?