Ramadan ultima cena

 

Ramadan ultima cenaRamadan | Come funziona? chi è esentato dal digiuno? tutte le cose da sapere!!!

Tempo di Ramadan, il mese di digiuno e purificazione durante il quale si ricorda la rivelazione del Corano a Maometto da parte dell’angelo Gabriele. Si celebra il nono mese del calendario lunare musulmano, e quindi in periodi diversi: in queste quattro settimane, tutti i fedeli sono tenuti a osservare un periodo di digiuno e decoro dall’alba al tramonto. Digiuno di giorno, ma di notte si mangia. Ma quali sono le tradizioni gastronomiche legate al Ramadan?

Ma il Ramadan non è per tutti !!!

Il Ramadan, comunque, non è per tutti. Le autorità religiose islamiche consentono infatti l’esenzione dal digiuno a persone malate o in particolari situazioni. Una variazione al programma che nasce dalle esigenze di tutela della salute. «Tutte le malattie o le fasi della vita che pongono la stessa a rischio non sono compatibili con il digiuno», afferma Foad Aodi, medico musulmano e presidente dell’Associazione medici di origine stranieri (Amsi). «Motivo per cui alle persone con problemi cardiovascolari, tumori, malattie del sistema immunitario, diabete e alle donne in gravidanza si raccomanda di evitare il digiuno. Vanno valutati singolarmente, invece, i pazienti con insufficienze renali, epatiche e respiratorie. Il consiglio, in questi casi, è quello di sentire il proprio medico ed evitare il fai da te»

seguendo i 5 obblighi della religione islamica: il digiuno, la professione di fede, la recita giornaliera delle cinque preghiere, l’elargizione delle elemosina ed il pellegrinaggio verso La Mecca. Parliamo dei punti fermi della dieta del Ramadan. Dopo il tramonto si consuma quindi il pasto principale, l’iftar, che è accompagnato da quello mattutino prima dell’alba, il suhur (o suhoor)

Il fitùr, invece, si celebra al calare del sole e si inizia mangiando un dattero. Si solito si alternano tre portate, la prima costituita da un numero dispari di datteri, la seconda da una zuppa a base di lenticchie, pollo, avena, frika e patate. La terza portata, in genere, è la più abbondante e varia. In questa fase si iniziano a consumare anche bevande fredde, per dissetarsi dopo la lunga astensione durante queste caldissime giornate. La notte, se lo si desidera, si può consumare frutta e prodotti dolciari da forno, quindi bere succhi di frutta. Tanta abbondanza non deve però ingannare: non è una buffata per recuperare quello che non si è mangiato al mattino. Tutto deve avvenire nel decoro e con moderazione, senza esagerazioni. E soprattutto senza cibi eccessivamente grassi (inclusi i prodotti da fast food), ricchi e pesanti.

Elencati i punti in comune, vediamo ora le differenze a seconda del Paese. Nell’area mediterranea, ad esempio, durante l’iftar si fa ampio ricorso alla cucina tradizionale, con il cous-cous, il pane azzimo e le spezie come cumino e curcuma. In Bangladesh si consumano piatti realizzati con ricette classiche come il piyaji (frittura a base di cipolla) e il beguni, a base di melanzana. Ma c’è anche il jalebi, un dolce al limone e acqua di rose, e poi lenticchie gialle, cipolle con aglio e peperoncino, frutta fresca e il tipico sharbat, una bevanda al limone. Per i musulmani che vivono in India, le giornate del Ramadan sono scandite dalla preparazione dei pasti per la notte successiva, spesso nei mercati cittadini. Alcuni esempi? Il nonbu kanji, un piatto a base di riso, cocco e carne di montone. O la surkumba, a base di latte. Molto rigido, infine, il regime alimentare iraniano: tè chai, pane, formaggio, frutta fresca e gli immancabili datteri