Aprire ristorante a casa

Tanti mi hanno chiesto su questa moda,diciamo che esiste un vero e proprio vuoto in italia,consiglio prima di imbattersi in qualcosa di non alla vostra portata di fare un piccolo corso di contabilità,chiedere nel vostro comune quale misura adottare,inscriversi camera di commercio per adempimenti fiscali e tutela legale “Ie persone che non sono ambito ristorazione non hanno titoli sicuramente avranno problemi”

LA NORMATIVA:

Inquadramento normativo: Legge 287/1991; D. lgs. n. 59/2010; Accordo tra Stato e Regioni del 4 maggio 2017; D. lgs. n. 155/1997; Regolamento CE n.852/2004; D.m. 564 del 1992; Risoluzione n. 493338 del 6 novembre 2017; pareri n. 50481 del 10-4-2015 e n. 174980 del 29-9-2015; nota n. 557/PAS/U/015816 del 14 ottobre 2016.

Somministrazione di alimenti e bevande: «Per somministrazione si intende la vendita per il consumo sul posto” che si esplicita in “ tutti i casi in cui gli acquirenti consumano i prodotti nei locali dell’esercizio o in una superficie aperta al pubblico, all’uopo attrezzati».

Home restaurant: Con l’espressione home restaurant ci si riferisce all’attività svolta da un cuoco al fine di condividere, presso il suo domicilio e con soggetti terzi, prodotti gastronomici dallo stesso preparati (T.A.R. Campania Napoli, n. 3883/2018).

Home restaurant e somministrazione alimenti e bevande: Se questo tipo di attività è diretta a particolari soggetti ed è svolta occasionalmente, allora essa non sarà assoggettata alla disciplina dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande. In caso contrario e quindi se rivolta a un pubblico indistinto, sebbene esercitata occasionalmente, essa sarà classificata come somministrazione di alimenti e bevande. E ciò in considerazione del fatto che «anche se i prodotti vengono preparati e serviti in locali privati coincidenti con il domicilio del cuoco, essi rappresentano comunque locali attrezzati aperti alla clientela».

Home restaurant e disciplina: Quando questo tipo di attività è configurata come somministrazione di alimenti e bevande, essa non sarà più un’attività libera e pertanto sarà assoggettabile alle norme applicabili ai soggetti che esercitano un’attività di somministrazione di alimenti e bevande. Ne consegue che il cuoco che intende preparare e servire prodotti presso il suo domicilio dovrà:

  • essere in possesso dei requisiti di onorabilità e professionalità;
  • presentare una Scia (Segnalazione certificata di inizio attività), prima dell’inizio dell’esercizio dell’attività, se quest’ultima si svolgerà in zone non tutelate;
  • chiedere una preventiva autorizzazione, se l’attività verrà svolta nelle zone tutelate;
  • garantire l’accesso agli ufficiali e agli agenti di pubblica sicurezza, i quali verificheranno l’adempimento delle prescrizioni imposte dalla legge, dai regolamenti o dall’autorità.

Focus: Per zone tutelate si intendono quelle che i comuni hanno sottoposto a tutela, adottando provvedimenti di programmazione delle aperture degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico. Sono in ogni caso considerate zone tutelate quelle di pregio artistico, storico, architettonico e ambientale.

Home restaurant e sorvegliabilità: Nel caso di esercizi pubblici in cui è svolta l’attività di somministrazione di bevande e alimenti, i locali e le aree adibite a tale tipo di attività:

  • devono avere caratteristiche costruttive tali da non impedire la sorvegliabilità delle vie d’accesso o d’uscita;
  • non devono presentare alcun impedimento frapposto all’ingresso o uscita del locale durante l’orario di apertura dell’esercizio;
  • devono avere la porta d’accesso costruita in modo da consentire sempre l’apertura dall’esterno;
  • devono presentare suddivisioni interne non chiuse da porte o grate munite di serratura o da altri sistemi di chiusura che non consentano un immediato accesso, ad esclusione dei servizi igienici e dei vani non aperti al pubblico.

L’attività di home restaurant, anche quando viene classificata come attività di somministrazione di bevande e alimenti, con riferimento alla sorvegliabilità non è assoggettabile alla disciplina appena citata. E ciò in considerazione del fatto che, a differenze degli esercizi pubblici su enunciati, gli home restaurant non sono aperti alla via pubblica e ad accogliere un numero potenzialmente considerevole di persone. Ne consegue che l’attività di «home restaurant non si espone a problematiche significativamente maggiori o diverse dalle comuni cene ad inviti presso abitazioni private e pertanto, sotto il profilo della pubblica sicurezza, l’applicazione agli home restaurant di un regime di sorvegliabilità, quale quello innanzi descritto, non haalcuna ragionevole utilità».

Home restaurant e Haccp: Anche chi svolge l’attività di home restaurant deve garantire la sicurezza degli alimenti e deve garantire che siano applicate e aggiornate le adeguate procedure di tale sicurezza avvalendosi dei principi su cui è basato il sistema di analisi dei rischi e di controllo dei punti critici Haccp (Hazard analysis and critical control points), ossia:

  • «analisi dei potenziali rischi per gli alimenti;
  • decisioni da adottare riguardo ai punti che possono nuocere alla sicurezza dei prodotti;
  • individuazione ed applicazione di procedure di controllo e di sorveglianza dei punti critici;
  • riesame periodico, ed in occasione di variazioni di ogni processo e della tipologia d’attività, dell’analisi dei rischi, dei punti critici e delle procedure di controllo e di sorveglianza». 

Il ddl n. 3258: È stato approvato alla Camera un disegno di legge (ddl n.3258) che disciplina l’attività di home restaurant. Il testo è ora all’esame del Senato. In attesa dell’approvazione definitiva, l’attività in questione resta disciplinata secondo quanto innanzi detto.