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Guida: Green pass nei ristoranti

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I dubbi di chi lavora nel settore e dei clienti. Scetticismo sui social: “Il ristoratore non è un ufficiale”. Ma c’è anche chi è a favore

Dal sei agosto, il Green Pass non servirà solo per viaggiare all’estero, ma anche per mangiare al ristorante (al chiuso). Lo ha stabilito il Consiglio dei Ministri lo scorso 22 luglio, in risposta alla risalita dei contagi dovuta, in larga parte, alla diffusione della variante Delta del coronavirus, ormai prevalente in Italia. La misura è contenuta nel decreto-legge n°105 del 23 luglio 2021, che introduce anche i nuovi criteri per stabilire i colori delle Regioni e la proroga dello stato di emergenza sanitaria fino al 31 dicembre 2021.

A partire da venerdì sei agosto, dunque, sarà necessario essere in possesso della certificazione verde per poter accedere ai servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio commerciale (bar, ristoranti, pasticcerie, pizzerie, ecc.), ma esclusivamente per il consumo di alimenti e bevande al tavolo al chiuso. Non servirà, invece, per il consumo al bancone e ai tavoli all’aperto. La presentazione del green pass è necessaria anche per la partecipazione a sagre e fiere.

Chiariamo alcuni dei dubbi sorti a seguito dell’introduzione del cosiddetto Green Pass.

Il Green Pass è una certificazione che, a norma dell’art. 9 del Decreto Legge 22 aprile 2021, n. 52 “Decreto Riaperture”, prova:

  • l’avvenuta vaccinazione contro il SARS-CoV-2 (due inoculazioni o una inoculazione a seconda della tipologia di vaccino effettuato);
  • la guarigione dall’infezione da SARS-CoV-2 (con avvenuto rilascio ai sensi di legge della documentazione relativa alla cessazione dell’isolamento);
  • effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus SARS-CoV-2 (eseguito nelle 48 ore antecedenti).

Il Green Pass avrà una validità diversa a seconda dell’evento sopra indicato:

  • a seguito di vaccino il certificato è valido dal quindicesimo giorno successivo alla prima dose fino alla data della seconda dose e da quel giorno per altri 270 giorni (circa 9 mesi). Si deve però sottolineare che la durata effettiva della certificazione sarà determinata dal tipo di vaccino effettuato, poiché gli stessi hanno tempistiche di somministrazione diverse;
  • a seguito di guarigione la certificazione è valida per 180 giorni (circa 6 mesi) dal giorno successivo alla effettiva guarigione (che viene attestata mediante il rilascio di certificazione medica da parte dell’autorità competente);
  • in caso di tampone negativo la certificazione dura appena 48 ore.

Per ottenere il Green Pass:

  • si potrà accedere al sito www.dgc.gov.it tramite Spid o tessera sanitaria: verrà generato un Qr code digitale o stampabile con una firma digitale del Ministero della Salute per impedirne la falsificazione, che deve essere esibito e validato ai controlli;
  • tramite App. IMMUNI o IO;
  • tramite accesso al proprio fascicolo sanitario elettronico.

Chi non avesse la possibilità di accedere alle modalità digitale potrà rivolgersi al proprio medico di base o presso la propria farmacia.

Il Green Pass servirà per:

  • spostarsi in Italia anche tra Regioni con differenti “colorazioni, nonché, a far data dal 1° luglio 2021 per effettuare viaggi nei paesi membri dell’Unione Europea, oltre a Islanda, Norvegia, Liechtenstein e Svizzera;
  • accesso alle RSA per visite agli ospiti;
  • partecipazione a spettacoli, eventi sportivi, concerti, feste con più persone di quanto finora stabilito dalle norme sulla capienza di impianti, palazzetti, locali, festival o arene all’aperto, ricevimenti di matrimonio o di altre cerimonie civili e religiose.

Il DPCM 17 giugno 2021 ha inoltre previsto che la verifica del Green Pass potrà essere effettuata da:

  • pubblici ufficiali;
  • organizzatori di eventi e addetti ai servizi di controlli di attività di intrattenimento e spettacoli;
  • titolari di strutture ricettive e pubblici esercizi, luoghi e locali, con ingresso per cui necessità la certificazione;
  • vettori aerei, marittimi e terresti;
  • strutture sanitarie, sociosanitarie e socioassistenziali.

Matrimoni

Il DPCM del 17 giugno 2021 non elimina però le regole precedentemente indicate per le attività di Ristorazione e Ospitalità: rimane quindi l’obbligo di seguire il protocollo di sicurezza in vigore per quanto riguarda l’organizzazione dei banchetti.

I partecipanti dovranno essere adeguatamente informati sul comportamento da tenere durante l’evento.

Si potrà rilevare la temperatura corporea all’ingresso e impedire l’accesso a chi avrà una temperatura uguale o superiore ai 37,5° C.

L’elenco dei partecipanti dovrà essere mantenuto per 14 giorni per garantire il tracciamento.

Negli ambienti chiusi dovrà essere utilizzata la mascherina da tutti, così in tutti i casi in cui non potrà essere mantenuto il distanziamento sociale di almeno 1 metro.

I tavoli dovranno essere disposti in modo da mantenere un metro di distanza tra ospiti di tavoli diversi e tra soggetti non conviventi.

Il servizio al tavolo potrà essere fatto solo da personale incaricato dotato di mascherine e il buffet dovrà avere porzioni monodose.

Cantanti e musicisti dovranno mantenere una distanza minima di due metri dagli invitati. In caso di danze si dovrà garantire il distanziamento di sicurezza tra gli ospiti.

Oltre a questo, quindi, le nuove norme hanno introdotto la possibilità per i ristoratori di verificare se gli invitati all’evento susseguente a cerimonie religiose o civili (quindi non solo per i ricevimenti di matrimonio) siano dotati o meno del Green Pass.

Si ricorda però che ai ristoratori è data la possibilità di richiedere l’esibizione del Green Pass senza effettuare trattamenti dei dati derivanti dallo stesso.

Si potrà quindi effettuare il controllo sul QR Code tramite l’app. di verifica “VerificaC19” ovvero tramite esibizione del certificato stampabile.

Il nuovo decreto legge 22 luglio 2021 ha inoltre previsto l’obbligo di presentare il Green Pass per accedere ai ristoranti bar, pub, pasticcerie e gelaterie ed effettuare la consumazione al chiuso.

Non sarà necessario il green pass per chi sta all’aperto né per le consumazioni al bancone.

I dipendenti dei luoghi di ristorazione dovranno avere il Green Pass e permane l’obbligo di mascherina oltre a tutti i protocolli di sicurezza già visti in precedenza.

La sensazione comune è che il titolare del locale venga investito di una responsabilità troppo forte. Chi sarà ad effettuare i controlli? I bar e i ristoranti dovranno pagare una figura ad hoc all’ingresso che controlli ogni persona che entra per fare colazione o per pranzare? “Non è difficile capire che se uno il green pass non ce l’ha e vuole entrare lo stesso, l’esercente sarebbe costretto a calarsi in un ruolo che non gli compete. Un ristoratore o un barista non sono ufficiali pubblici