Luigi Di Maio pizzaiolo "non inquadrato" a Pomigliano d'Arco per un anno

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    luigi di maio 5 stelle
    Lo rivela il Fatto Quotidiano. Il padre Di Maio dovrà fare un sopralluogo con i vigili urbani sul terreno dove aveva sede legale l’azienda per la verifica di alcuni edifici abusivi
    By Huffington Post
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    ANSA
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    Dopo le polemiche scatenate dall’inchiesta delle Iene – che ha svelato che il padre di Luigi Di Maio avrebbe assunto dei dipendenti in nero – il Fatto Quotidiano riporta alla luce un anno di lavoro da “non inquadrato” del futuro vicepremier alla pizzeria “La Dalila” di Pomigliano d’Arco.

    Scopriamo dalla viva voce di chi serve ai tavoli, prepara le pietanze e tiene aperto il il locale che il futuro vicepremier e ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio ci ha lavorato per un anno, dall’estate 2011 all’estate 2012, cioè fino a pochi mesi della sua elezione alla Camera, come cameriere “non inquadrato”, che da queste parti significa in nero. E non solo: ha regalato a questo piccolo ristorante la sua attività di web master, aprendone e curandone il sito internet e la pagina Facebook “senza chiedere un euro: lo faceva a livello amichevole: era lui che faceva le foto delle pizze e le pubblicava”.
    Intanto, come riportato da un’inchiesta del Corriere della sera, dalle testimonianze di alcuni lavoratori dell’azienda del padre di Di Maio emerge che l’imprenditore compilava buste paga con cifre non vere.

    Antonio Di Maio compilava buste paga per i suoi dipendenti con cifre diverse da quelle reali. Metteva un compenso inferiore a quello elargito e il resto lo pagava «in nero». Lo hanno raccontato gli operai che lavoravano per la Ardima Costruzioni al giudice civile cui si era rivolto l’operaio specializzato Domenico Sposito. E lui stesso non ha negato di aver effettuato «versamenti in contanti». I verbali dei testimoni e i documenti contabili acquisiti nel corso della vertenza ricostruiscono la gestione dell’azienda di famiglia di Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e vicepremier. La società era intestata alla madre Paolina Esposito, ma era il padre il vero proprietario. E nel 2014 i genitori decidono di donarne le quote ai figli: il 50 per cento ciascuno a Luigi e Rosalba facendole confluire nella Ardima srl di cui è amministratore il terzo fratello, Giuseppe. E questa mattina sarà proprio Antonio a dover effettuare un sopralluogo con i vigili urbani sul terreno di Marignanella dove aveva sede legale l’azienda per la verifica di alcuni edifici abusivi. Su quei terreni ci sono alcuni ruderi, ma anche un campo di calcio.

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